L’archivio della Parrocchia di Fossoli conserva in modo non organico e ordinato carte della comunità di Nomadelfia, in particolare i registri dei matrimoni, dei battesimi e delle cresime.
Franca Baldelli (a cura di), Gli archivi parrocchiali della provincia di Modena. Censimento, Mucchi, Modena, 1994
Giovanni Calabria (1873-1954), è tra le figure più importanti nella formazione del giovane Zeno Saltini. Da lui, infatti, Zeno si reca più volte per esercizi spirituali e meditazioni, e con lui rimane in contatto tutta la vita. Proclamato santo nel 1999, don Calabria è il fondatore delle congregazioni dei Poveri Servi e delle Povere Serve della Divina Provvidenza. Soprattutto la prima influenza particolarmente i Piccoli Apostoli, sia per aspirazioni che per organizzazione.
Norina Galavotti (1923-2012). Nata in una famiglia povera di contadini, Norina frequenta da bambina don Zeno e la parrocchia di San Giacomo Roncole, dove viene in contatto con l’Azione Cattolica e con i ragazzi abbandonati e orfani accolti da don Zeno. Dal 1944 entra nell’Opera Piccoli Apostoli. Partecipa all’occupazione del campo di concentramento di Fossoli e rimane a Nomadelfia fino al 1952.
Antonio Panerai. Generale della riserva in pensione, viene nominato commissario prefettizio il 6 agosto. Conclude il suo incarico nella primavera 1953.
Il primo congresso dei Sacerdoti si tiene a San Giacomo Roncole tra il 9 e il 15 dicembre 1946. Sono presenti una dozzina di prelati del Modenese.
Arrigo Beccari (1909-2005). Sarcerdote dal 1933, partecipa alla Resistenza ma è ricordato soprattutto come una figura decisiva nel salvataggio dei bambini e ragazzi ebrei stranieri rifugiatisi nel 1942 a Villa Emma a Nonantola, e poi trasferiti in Svizzera dopo l’occupazione tedesca. Per questa ragione nel 1964 viene dichiarato Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem.
Si tratta dell’oratorio dell’omonima parrocchia di Carpi, intitolato al Beato Bernardino Realino (Carpi 1530 – Lecce 1616). Negli anni Venti don Zeno è particolarmente attivo all’interno dell’oratorio, dove opera con lo scopo di sottrarre i giovani alla prospettiva del riformatorio e del carcere.
Giuseppe Medici (1907-2000). Economista e politico modenese, più volte ministro, democristiano, Medici accetta la richiesta della contessa Pirelli di far parte della commissione tecnico-amministrativa che ha lo scopo di sovrintendere alle spese di Nomadelfia.
Ancora nel 1951, padre David Turoldo scrive disperato a don Zeno perché dia un ordine preciso a tutti i suoi collaboratori di non firmare più assegni a vuoto, una prassi piuttosto diffusa tra i nomadelfi in cerca di sostegno economico.
Nel 1951, per esempio, don Zeno organizza la visita di un centinaio di giornalisti a Nomadelfia. Nel corso di questa visita il parroco fa appello alla generosità di tutto il popolo italiano perché, con le sue donazioni, garantisca un miliardo di lire per sopperire alle difficoltà di Nomadelfia, e i giornali lo rilanciano.
Del regista Luigi Balestrazzi si sa assai poco. Oltre ai due documentari gira nel 1954 il documentario Il secolo del fanciullo per la Vides Cinematografica.
Cesare Zavattini (1920-1989). Sceneggiatore e regista, ma anche giornalista, pittore e poeta, Zavattini è uno dei più noti esponenti del neorealismo italiano. Avvicinatosi al mondo del cinema alla metà degli anni Trenta, comincia il suo lavoro di sceneggiatura insieme a Vittorio De Sica nel secondo dopoguerra. Per il regista firma, tra gli altri, Ladri di biciclette, Miracolo a Milano e Sciuscià.
Fiamme verdi. Si tratta di formazioni partigiane composte principalmente da militanti cattolici attive soprattutto in Lombardia, in particolare nel Bresciano, dal novembre 1943. L’attività delle Fiamme verdi si estende anche, nel corso della guerra, alle provincie di Reggio Emilia e di Modena.
Don Lorenzo Milani (1923-1967), è uno dei più noti preti della seconda metà del Novecento italiano. La sua figura è indissolubilmente legata all’esperimento educativo democratico della scuola di Barbiana, della cui parrocchia Milani è priore dal 1954 alla morte.
Mario Pancera (1930), giornalista e scrittore, è stato collaboratore di don Mazzolari nel suo giornale “Adesso”. È autore de I nuovi preti (Sperling & Kupfer, Milano, 1977).
La Cisnal – Confederazione Italiana Sindacati dei Lavoratori è un’organizzazione sindacale fondata nel 1960 e politicamente vicina al Movimento Sociale Italiano. Nel 1996 si scioglie, fondendosi insieme ad altre sigle sindacali di destra nell’Ugl – Unione Generale del Lavoro.
Con l’espressione “nucleo storico” si intende il gruppo di militanti che fondano le Brigate Rosse, responsabili delle prime azioni tra il 1972 e il 1974-1975.
Alberto Pirelli (1882-1971). Figlio secondogenito del fondatore dell’omonima azienda milanese, è amministratore delegato negli anni del fascismo e della seconda guerra mondiale, preparando la successione di suo figlio Leopoldo tra il 1956 e il 1959.
Remo Rinaldi. Nato nel 1932, è il principale biografo di Don Zeno e storico di Nomadelfia, cui ha dedicato una ricostruzione storica in due volumi pubblicata dalle Edizioni di Nomadelfia nel 2003.
Alfonso Benetti (1880-1958) è Generale dei Serviti dal 1938 al 1953.
Carlo De Ferrari (1885-1962). Succede a Pranzini alla guida della diocesi di Carpi fino al suo trasferimento presso l’arcivescovado di Trento, sostituito da Dalla Zuanna.
Giovanni Pranzini (1875-1935). Tra i primi alti prelati a sostenere la necessità del dialogo con le forze di sinistra, è un netto oppositore di Mussolini sia nella sua fase socialista che dopo la Prima guerra mondiale. Viene nominato vescovo di Carpi nel 1924. In questo ruolo, ricoperto per nove anni, ordina sacerdote il trentunenne Zeno Saltini. In seguito lo incoraggia nella sua azione sociale.
Mario Missiroli (1886-1974). Sin da giovanissimo attivo nel mondo del giornalismo, Mario Missiroli è intellettuale e giornalista, conservatore e antifascista, direttore di diverse testate di rilevanza nazionale (“Il Resto del Carlino”, “Il Secolo”, “Il Messaggero”) e, dal 1952 al 1961, del “Corriere della Sera”.
Vitaliano Brancati (1907-1954). Autore e sceneggiatore, sia per il teatro che per il cinema, Brancati è uno dei più noti intellettuali italiani del secondo dopoguerra. Tra le sue opere più famose, Il bell’Antonio e Don Giovanni in Sicilia.
Elenco degli articoli di Dino Buzzati su Nomadelfia: Apposta dall’Inghilterra per visitare Nomadelfia, in “Corriere della Sera, 12 maggio 1949; L’esempio di Nomadelfia. Paura della bontà, in “Corriere di informazione”, 16/3/1950; Porta vietata ai diavoli sul Corso Vittorio Emanuele, “Corriere della Sera”, 20/4/1951; Dovrà Nomadelfia emigrare all’estero?, “Corriere della Sera”, 7/12/1951; Il caso Nomadelfia, “Corriere della Sera”, 12/2/1952; L’usignolo di Nomadelfia, “Corriere della Sera”, 30/5/1965; Se Nomadelfia fosse all’estero, “Corriere della Sera”, 30/11/1965
Danilo Dolci condivide questo soprannome con personalità quali Aldo Capitini e Franco Corbelli per la scelta della nonviolenza e per le dimostrazioni che lo affiancano effettivamente a Gandhi, come la pratica del digiuno in segno di protesta che lo rende noto al pubblico italiano.
Enzo Biagi (1920-2007) è stato uno dei più autorevoli giornalisti italiani. Fu amico di don Zeno.
Riduzione pro gratia. Nel 1953 don Zeno chiede e ottiene la riduzione allo stato laicale per potersi occupare della ricostruzione di Nomadelfia. È un percorso lungo e incerto, che si conclude il 23 novembre con la concessione di Pio XII di tornare allo stato laicale. La formula pro gratia, decisamente atipica nella storia della Chiesa, che prevede la riduzione allo stato laicale solo in casi di condotta particolarmente grave del membro del clero.
Luigi Paganelli (1921-2019), durante la Resistenza rappresenta la Democrazia Cristiana nel Cln di Modena e nel dopoguerra svolge un’intensa attività politica e sindacale nella Cisl.
Giovanni Montini (1897-1968). Il futuro Paolo VI ricopre dal 1937 l’incarico di Sostituto Segretario di Stato di Monsignor Pacelli, mantenendo tale incarico dopo che quest’ultimo sale al soglio pontificio. Nel 1944 viene nominato Pro Segretario di Stato per gli affari ordinari. È in questa posizione che gestisce la complessa partita intorno a Nomadelfia fino alla sua chiusura. Nel 1954, alla morte di Ildefonso Schuster, viene nominato Arcivescovo di Milano.
Francesco Borgongini Duca (1884-1954). Con alle spalle una solida formazione teologica segnata dal conservatorismo antimodernista, entra nella Segreteria di Stato vaticana nel 1921, partecipando alle trattative con lo Stato che porteranno al Concordato del 1929, di cui Borgongini Duca è strenuo sostenitore. Poco dopo la chiusura di Nomadelfia, che affronta in qualità di Nunzio Apostolico, viene elevato Cardinale nel 1953.
Numeri della scuola. Nell’anno scolastico 1951-1952 la scuola si affida al lavoro di 10 insegnanti e raccoglie 330 alunni e alunne: la prima classe maschile conta 35 bambini, la prima classe mista 39, la seconda mista 35, la seconda maschile 37, la terza mista 31, la terza maschile 34, la quarta maschile 34, la quarta e quinta maschile 34, la quarta e quinta femminile 28, la quinta maschile 23, per un totale 330 alunni e alunne.
Mario Scelba (1901-1991), esponente della Democrazia Cristiana. Dal 1947 al 1953 ricopre la carica di Ministro degli Interni. È tra gli esponenti della Dc più ostili all’esperienza di Nomadelfia e a don Zeno, si deve a lui la decisione di procedere allo sgombero di Nomadelfia.
Dopo la fine della seconda guerra mondiale la Pubblica sicurezza continua a gestire una serie di campi, paralleli a quelli istituiti dalle Forze armate, già utilizzati per il concentramento di civili nel periodo bellico. Al momento dell’occupazione di Fossoli, risultano ancora in carico alla PS i più piccoli campi di Farfa Sabina, Lipari e Alberobello, oltre allo stesso campo di Fossoli.
Corrado Alvaro (1895-1956). Giornalista attivo per diverse prestigiose testate, Alvaro era nato a Reggio Calabria. Di ritorno dalla Prima guerra mondiale comincia la sua carriera giornalistica collaborando al giornale antifascista “Il Mondo” diretto da Giorgio Amendola. Fondatore del Sindacato nazionale scrittori e della Cassa nazionale scrittori, Alvaro trascorre la maggior parte della sua carriera a “La Stampa”, ma è anche prolifico romanziere e autore di diverse raccolte di racconti.
Giuseppe Olinto Marella (1882-1969). Ordinato prete nel 1904, Don Marella viene sospeso a divinis nel 1909 per la sua vicinanza a Don Romolo Murri, tra i fondatori del cristianesimo democratico e sostenitore del modernismo. Riaccolto dalla Chiesa nel 1925, Don Marella lavora nella diocesi di Bologna, dove nel secondo dopoguerra si prodiga particolarmente per le persone rimaste senza casa del quartiere Lame, e per l’avviamento al lavoro tramite la creazione delle “Popolarissime” e delle “Piccole Operaie”, fino alla fondazione (nel 1948) della Città dei ragazzi di Bologna.
Servi di Maria. Si tratta di un ordine mendicante fondato nella prima metà del XIII secolo a Firenze. La fondazione dell’ordine ha origini mitiche: questa infatti si dovrebbe a sette padri fondatori, noti come i sette santi, individuati in sette amici benestanti fiorentini che avevano deciso di dedicarsi alla vita in povertà e in comunione. Solo nel XV secolo sarebbero stati identificati in Buonagiunta Manetti, Buonfiglio Monaldi, Armadio Amidei, Manetto dell’Antella, Sostegno dei Sostegni, Uguccione Uguccioni e il più noto Alessio Falconieri.
Ildefonso Schuster (1880-1954), è cardinale della Chiesa cattolica e arcivescovo di Milano tra il 1929 e la sua morte. Nel corso del suo mandato Schuster vive i momenti più critici della città, in particolare durante la Seconda guerra mondiale. Inizialmente favorevole all’esperienza di Nomadelfia, matura una accesa e pubblica contrarietà all’organizzazione sociale della città della fratellanza.
Guido Gonella (1905-1982). Giornalista dell’“L’Osservatore Romano”, fin da giovane si dedica attivamente alla politica e partecipa alla fondazione della Democrazia Cristiana e de “Il Popolo”. Nel dopoguerra ricopre più volte l’incarico di ministro: dal 1946 al 1951 è ministro della pubblica istruzione, incarico al quale si sovrappone, per un breve periodo, l’incarico di segretario della Democrazia Cristiana (1950-1953).
Lucio Lombardo Radice (1916-1982), è stato pedagogista ed esponente del Partito Comunista Italiano. Il suo interesse per la pedagogia e per i problemi della scuola risalgono all’esperienza di pedagogista del padre Lucio, e si concretizzano in diverse pubblicazioni divulgative in ambito fisico e matematico per bambini e ragazzi.