Virgilio Federico Dalla Zuanna (1880-1956)
Virgilio Federico Dalla Zuanna è tra le figure della gerarchia ecclesiastica che maggiormente hanno supportato l’operato di don Zeno. Già ministro generale dell’Ordine dei Cappuccini, Dalla Zuanna ricopre l’incarico di Vescovo di Carpi dal 1941 al 1952.
È in realtà il terzo vescovo con il quale Don Zeno si trova ad avere rapporti particolarmente stretti, preceduto da Giovanni Pranzini e Carlo De Ferrari (vescovi di Carpi rispettivamente dal 1924 al 1935 e dal 1935 al 1941).
Sono prelati con una forte sensibilità verso le questioni sociali e dai quali don Zeno trova particolare sostegno, nei limiti della cornice della gerarchia cattolica.
Sin dall’inizio del suo ministero a Carpi, Dalla Zuanna mostra particolare cura nei confronti di don Zeno, salvaguardandolo dalle rimostranze fasciste che vedono nel parroco di San Giacomo Roncole una figura scomoda, sia per la sua critica sociale sia per la sua aperta contrarietà alla legislazione razziale. Il vescovo aiuta significativamente l’opera dei Piccoli Apostoli a Nomadelfia e in generale le diverse battaglie di don Zeno, sostenendolo presso la Segreteria di Stato vaticana, sebbene non sempre con successo e prestando il fianco alle dure critiche dei suoi superiori.
Gli attriti tra la Curia romana portano Dalla Zuanna, insieme alla fine dell’esperienza di Nomadelfia a Fossoli, a ritirarsi dall’incarico adducendo motivi di salute (Accettate le dimissioni del vescovo di Carpi in “Corriere d’Informazione”, 4 dicembre 1952). Pochi mesi dopo, tuttavia, Dalla Zuanna viene richiamato a Roma, dopo aver ricevuto l’incarico onorifico, ma secondo alcuni in odore di punizione, di arcivescovo titolare di Mocisso in Turchia.
Bibliografia
- Antonio Maria Gualdi, Vescovo a Carpi, in Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Virgilio Federico Dalla Zuanna, Curia Provinciale dei FF. MM. Cappuccini, Venezia-Mestre, 1957
- Remo Rinaldi, La resistenza di un Vescovo. Vigilio Federico Dalla Zuanna vescovo di Carpi tra guerra e ricostruzione, Edizioni San Paolo Cinisello Balsamo, 1996