Irene Bertoni (1923-2016)
Una foto di Irene Bertoni è il miglior biglietto da visita per il progetto sociale di Nomadelfia: sul numero di novembre 1945 del periodico “Piccoli Apostoli”, Irene appare tenendo un bambino in braccio. È lei, dal 1941, la prima mamma di vocazione e la didascalia della fotografia, vero e proprio manifesto di Nomadelfia, lo esprime con chiarezza: «ai bimbi la mamma non muore mai». Alla figura di Irene Bertoni dedica molto spazio Remo Rinaldi, ricostruendo il percorso religioso della giovane.
Quando la ragazza è ancora minorenne, dichiara a Don Zeno la sua volontà di seguirlo, causando non poco scandalo nella comunità dei Piccoli Apostoli.
A diciotto anni Irene lascia la famiglia per recarsi a San Giacomo Roncole e, con la benedizione del Vescovo Della Zuanna, inizia a fare da madre ai bambini della comunità di don Zeno. La sua esperienza anticipa di qualche anno quella di tante e tanti giovani che, entrando spesso in contrasto con le proprie famiglie, andranno a Nomadelfia per vivere secondo le regole della nuova città, assumendosi l’incarico di accudire bambini e bambine.
Madre di vocazione di oltre cinquanta bambini, Irene è anche un membro importante della comunità e responsabile dei rapporti con l’esterno. Per patrocinare la causa della città, Irene tenta senza successo di incontrare Pio XI, mentre negli anni successivi viene ricevuta da Pio XII, Giovanni XXIII e Paolo VI. Entra anche in contatto con molte autorità civili e religiose, con le quali intrattiene intensi rapporti diplomatici.
Bibliografia
- Bruno Andreolli, Dalla famiglia patriarcale alla famiglia di vocazione, in Maurilio Guasco, Paolo Trionfini (a cura di), Don Zeno e Nomadelfia. Tra società civile e società religiosa, Morcelliana, Brescia, 2001
- Valeria Cammertoni, I preti e le mamme di Nomadelfia, Edizioni Arte Stampa, Modena, s. d. [ma 2013]
- Remo Rinaldi, Donne e uomini di don Zeno. Essere genitori a Nomadelfia, Edizioni Paoline Milano, 2016