Nomadelfia a Grosseto

È sul terreno tra le frazioni di Roselle e Batignano donato da Maria Giovanna Albertoni Pirelli, che rinasce Nomadelfia. Mentre Giuseppe Vismara compra la tenuta “Caprarecce”, Albertoni Pirelli acquista la tenuta “Rosellana” tra il 1949 e il 1950, costituendola in società per azioni. La proprietà è nel comune di Grosseto e un primo spostamento di gruppi di nomadelfi avviene già nel 1948. Oltre all’utilizzo dei terreni per dare lavoro ai nomadelfi e assicurare l’approvvigionamento della comunità, nel Grossetano sorge la Scuola Agraria Piccoli Apostoli. Danilo Dolci, nel 1952, si reca nella tenuta “Caprarecce” insieme ad altri nomadelfi e realizza i progetti architettonici di una seconda Nomadelfia.

Lo spostamento nel Grossetano viene realizzato a partire dal 1952, ovvero quando Nomadelfia viene definitivamente chiusa dalle autorità.
Nel 1953 don Zeno, che ha chiesto e ottenuto da Pio XII (Pontefice dal 1939 al 1958) la riduzione pro gratia allo stato laicale, può dedicarsi alla ricostruzione della comunità, i cui membri sono stati sparpagliati in giro per l’Italia. A Grosseto i nomadelfi erigono le strutture della nuova comunità, vivendo dapprima in tende e poi in strutture prefabbricate. Nel 1962 Papa Giovanni XXIII (Pontefice dal 1958 al 1963) eleva la comunità a parrocchia, di cui don Zeno viene nominato parroco nello stesso anno, avendo ripreso i voti e potendo quindi tornare a celebrare messa.

Bibliografia
  • Nomadelfia un popolo nuovo, Edizioni di Nomadelfia, Grosseto, 1982
  • Maria Giovanna Albertoni Pirelli, Molte strade, una casa, La Scuola, Brescia, 1951
  • Angelo Virgilio Galli, “Qualcosa del padre…”, Mucchi, Modena, 2000
  • Patrizio Zanti, L’uomo dei miracoli. Giorni a Nomadelfia. Storia, romanzo, fiaba, Ibiskos Editrice, Empoli, s. d. [ma 1988]