Danilo Bigarelli

Uno dei personaggi centrali nell’esperienza di don Zeno è Danilo Bigarelli, detto Barile. È uno dei primi ragazzi che don Zeno accoglie nella parrocchia di San Giacomo Roncole all’inizio degli anni Trenta.
Durante la sua prima messa, celebrata il 6 gennaio 1931 nel duomo di Carpi, il sacerdote chiama vicino a sé il giovane, appena diciottenne e recentemente uscito dal carcere. Sull’altare dichiara di prenderlo come figlio adottivo, per dare corpo alla predicazione del suo messaggio. Secondo don Zeno, infatti, il Vangelo non deve essere solo predicato ma messo in pratica.
Un altro passaggio della vita di “Barile” assume un significato particolarmente importante nella storia di Nomadelfia. Quando don Zeno viene allontanato dalla sua comunità per ordine del Santo Uffizio, Danilo si trova in Francia, dove lavora come operaio in una fonderia. Raggiunto dalla notizia, decide di tornare a Carpi con il proposito di difenderlo.

“Barile” compare nella comunità nuovamente nel 1962. Lo troviamo sull’altare a fianco di don Zeno, che sta celebrando la sua seconda prima messa, avendo ricevuto il permesso di riprendere il sacerdozio dopo la sospensione pro gratia del 1953. Alla funzione, il 22 gennaio, partecipa anche Enzo Biagi, inviato della Rai.

Bibliografia
  • Enzo Biagi, Era ieri, a cura di Loris Mazzetti, Rizzoli, Milano 2005
  • Remo Rinaldi, Storia di don Zeno e Nomadelfia, Edizioni Nomadelfia, Grosseto, 2003