Nascita di Nomadelfia

La data di nascita di Nomadelfia nell’ex campo di concentramento di Fossoli è il 19 maggio 1947. Il dopoguerra pone i Piccoli Apostoli davanti alla necessità di una risposta più radicale, di fronte alla crescita dei bisogni della parte più povera della popolazione. È anche necessario dare una riposta al rischio di dispersione dei bambini sostenuti dall’Opera.
Per questo motivo don Zeno ha l’idea di utilizzare le strutture ancora in piedi del campo, sebbene in progressiva dismissione.

Dapprima tenta di convincere le autorità a concedergli l’uso del campo. Le risposte sono evasive e nessuno si prende un impegno preciso. Quando capisce che le autorità non gli concederanno l’uso del campo, ma neanche lo intralceranno davanti a un eventuale fatto compiuto, il sacerdote e i suoi Piccoli Apostoli si organizzano e passano all’azione.
La mattina del 19 maggio, mentre a San Giacomo si forma un festoso corteo di famiglie, don Zeno si reca all’ingresso del campo per aspettare la processione. L’occupazione delle baracche di Fossoli avviene senza incidenti e in un clima festoso, non intralciato dagli agenti di polizia presenti. A filmare l’ingresso nel campo è lo stesso don Zeno, da sempre interessato al cinema. Don Zeno non ha dubbi su come chiamare questa comunità. Prenderà il nome di Nomadelfia, ovvero la città dove la fratellanza è legge.

Bibliografia
  • Simone Duranti, Letizia Ferri Caselli (a cura), Leggere Fossoli. Una bibliografia, Edizioni Giacchè, La Spezia, 2000
  • Francesco Matterazzo, La trasformazione del campo di concentramento di Fossoli in Nomadelfia la città dove la fraternità è legge, in I 60 anni del Villaggio San Marco a Fossoli. Storia Presenza Prospettive, Atti del Convegno Nazionale di Studi, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Modena 2016