Nomadelfia, Don Zeno e la Chiesa
Nonostante le contrarietà del Vaticano rispetto all’esperienza di Nomadelfia, don Zeno non è un ribelle nei confronti della gerarchia. Egli si inscrive nel solco di quei prelati, come don Calabria, attivi nella costruzione di un nuovo rapporto tra società e Chiesa, senza mettere mai in discussione la struttura alla quale appartiene. Tuttavia, don Zeno è convinto dell’urgenza di un approccio meno prudente della Chiesa alle pressanti questioni sociali del momento: la povertà, l’abbandono, la mancanza di lavoro, sono tutti problemi che vanno affrontati attraverso la costruzione di nuove comunità (sull’esempio della Casa della Provvidenza Sociale o della Casa dei Buoni Fanciulli) capaci di realizzare nella quotidianità il messaggio evangelico.
Dopotutto, secondo il sacerdote di Fossoli la Chiesa non manca di principi ma di opere e realizzazioni concrete di quei principi. A questo scopo sono stati creati, per esempio, i Piccoli apostoli.
Il rapporto tra Nomadelfia e la Chiesa, a ogni modo, non è lineare. Le prime attività di don Zeno ricevono un forte supporto, economico e morale, da importanti esponenti della gerarchia cattolica. Nel corso degli anni, il sacerdote ricorderà, forse ingenuamente, di aver ottenuto nientemeno che il sostegno del Papa Pio XII. La Chiesa nel dopoguerra è in effetti attiva per la costruzione di una società e di uno Stato cristiani, ma al clero concede spazi di manovra limitati, con un’attenzione specifica nel campo dell’assistenza.
Meno importanti del Pontefice, ma politicamente molto rilevanti, sono le attestazioni di stima di alti prelati come il cardinale di Milano Ildefonso Schuster, che benedice in Duomo l’esperienza di don Zeno nel 1949 e visita Nomadelfia, o del vescovo Della Zuanna, che sostiene il suo parroco finché gli è possibile, e probabilmente paga tale sostegno alla chiusura di Nomadelfia.
Tuttavia, nella costruzione di un rapporto sempre più stretto con la Democrazia cristiana, anche la Chiesa comincia a sviluppare una certa avversione per il tentativo di Nomadelfia e per il ruolo sempre più ingombrante di don Zeno, che viene infatti costretto dal Santo Uffizio ad allontanarsi dalla sua comunità proprio mentre maturano i presupposti per la sua chiusura.
Bibliografia
- Maurilio Guasco, Chiesa e cattolicesimo in Italia, 1945-2000, EDB, Bologna 2001
- Marco Impagliazzo (a cura di), La nazione cattolica. Chiesa e società in Italia dal 1958 ad oggi, Guerini e Associati, Milano 2006
- Andrea Riccardi, Don Zeno e la Santa Sede, in Maurilio Guasco, Paolo Trionfini (a cura di), Don Zeno e Nomadelfia. Tra società civile e società religiosa, Morcelliana, Brescia, 2001