Primo Mazzolari (1890-1959)

Uno dei cosiddetti “preti contro” secondo Mario Pancera, o addirittura, secondo Enzo Biagi uno dei tre rivoluzionari italiani oltre a don Zeno e a don Milani, è don Primo Mazzolari. Bresciano, è una figura che coniuga il pensiero di uomo di Chiesa con un forte attivismo sociale e politico.

Interventista, si arruola come cappellano militare durante la Prima guerra mondiale. Particolarmente inviso, tra le due guerre, ai fascisti locali, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 incita i giovani della sua parrocchia di Bozzolo in provincia di Mantova ad aderire alla Resistenza, diventando una figura centrale nella formazione delle “Fiamme verdi”.
Nel 1949 fonda il periodico “Adesso”, sulle cui colonne elabora il suo pensiero per un approccio pacifista e nonviolento che ispira, tra gli altri, don Milani, che collabora al giornale.
Appartenente all’ordine dei serviti, don Mazzolari è un attento osservatore delle vicende di Nomadelfia. Conosce don Zeno nel 1949 e si reca più volte a Fossoli. Il suo giudizio su don Zeno non è sempre positivo, anzi: con il patriarca di Nomadelfia Mazzolari entra più volte in contrasto. Nomadelfia, però, gli fa percepire l’urgenza di un profondo rinnovamento dell’ordine dei serviti e del cattolicesimo in generale. Come il gruppo di confratelli che raggiungono Nomadelfia nel 1951, anche Mazzolari ne viene allontanato d’autorità l’anno dopo.

Bibliografia
    • Carlo Bellò, Primo Mazzolari. Biografia e documenti, Queriniana, Brescia, 1978
    • Graziano Maria Casarotto, Davide Maria Montagna, I Servi di Santa Maria e la prima esperienza di Nomadelfia, 1949-1952, Convento dei Servi in San Carlo, Milano, 1996
    • Primo Mazzolari, Diario 25 aprile 1945-31 dicembre 1950, a cura di Giorgio Vecchio, V, EDB, Bologna, 2015
    • Primo Mazzolari, La carità ha vinto la guerra, a cura di Marta Margotti, EDB, Bologna, 2024