La Costituzione di Nomadelfia

La Costituzione di Nomadelfia viene approvata dalla comunità il 14 febbraio 1948.
Il documento si apre con la benedizione del vescovo Dalla Zuanna e con la dichiarazione del suo predecessore, il vescovo De Ferrari, che nel 1937 poneva l’Opera Piccoli Apostoli sotto la propria protezione. Nel preambolo la comunità di Nomadelfia dichiara che la Costituzione non rappresenta nient’altro che la sanzione di tutto quanto i Piccoli Apostoli hanno messo in pratica dalla loro nascita.
Lo scopo di Nomadelfia è dunque riassunto in alcuni capisaldi: salvaguardare i diritti naturali della vita umana; far prosperare la città in ogni suo aspetto materiale e morale seguendo il messaggio della Chiesa cattolica; restituire una famiglia ai minorenni che l’hanno persa, ed educarli alla vita secondo i precetti della fraternità cristiana; essere di conseguenza un esempio di bontà operante per l’umanità.

Gli articoli 5, 6 e 7 si concentrano sulle figure genitoriali operanti nella comunità: i genitori Piccoli Apostoli, una mamma Piccola Apostola e una Piccola Apostola Mamma. Solo il Patriarca può assegnare la maternità o la paternità ai Piccoli Apostoli.
Gli organismi politici di Nomadelfia sono l’Assemblea generale, composta da maggiorenni e minorenni dai quattordici anni in su. Mentre i primi hanno sempre diritto di voto, i secondi (cui è sempre riconosciuto il diritto di parola) possono ricevere il diritto di voto a giudizio del Patriarca o di un suo delegato. Parallelamente Nomadelfia si dota di un Consesso dei Capi Famiglia, di un Consiglio Amministrativo, di un Collegio dei Giudici e di un Consiglio degli Anziani.
La figura del Patriarca, descritta nell’articolo 32, incarna l’unione del potere civile e religioso: esso può essere scelto tra una rosa di candidati che abbiano ricevuto l’autorizzazione dell’autorità ecclesiastica. Esiste poi un Collegio dei Sacerdoti Piccoli Apostoli.

La Costituzione delinea una democrazia sostanziale in cui l’esercizio del voto, la conoscenza delle leggi e della Costituzione sono obbligatorie, pena la perdita della qualifica di Piccolo Apostolo, e in cui vige comunque l’obbligo dell’obbedienza (articolo 52): è anche una comunità posta sotto la forte tutela del Patriarca, che esercita la sua carica a vita.
Nomadelfia è una comunità che lavora e che si cura dell’educazione dei suoi membri. Il lavoro, in quanto improntato al bene collettivo, è obbligatorio per tutti gli adulti abili e non è retribuito. Non esiste proprietà privata né individuale.

Bibliografia
  • Remo Rinaldi, Don Zeno Turoldo Nomadelfia. Era semplicemente Vangelo, Centro editoriale dehoniano, Bologna, 1997