Provincia di Vercelli
Il capo della provincia di Vercelli, Michele Morsero, avviò immediatamente i rastrellamenti di ebrei, come previsto nella Ordinanza di polizia n. 5. Nel dicembre 1943 furono arrestati circa 30 ebrei, italiani e stranieri. Contestualmente, la sinagoga di via Foà e i locali annessi vennero posti sotto sequestro.
Per gestire gli arrestati, Morsero dispose il 6 dicembre 1943 l’allestimento di un campo provinciale, inaugurato il 21 dicembre 1943 e operativo dal 24 dicembre presso la cascina Aravecchia, un edificio comunale del XV secolo situato alla periferia della città.
Il campo rimase in funzione fino al 25 gennaio 1944. In tale data erano presenti 15 ebrei; 11 di essi, in gran parte stranieri, furono consegnati alla polizia tedesca su disposizione ministeriale; i rimanenti 4 internati, giudicati momentaneamente non idonei al trasferimento, vennero spostati nella Casa di riposo Vittorio Emanuele III.
Successivamente, questi ebrei furono tradotti a Fossoli, ma la documentazione conservata non consente di stabilire con certezza la data della traduzione e i nominativi.