Progetto
La ricerca ha avuto come oggetto le traduzioni verso il campo di concentramento di Fossoli (Carpi) nel periodo compreso tra dicembre 1943 – quando la Repubblica Sociale Italiana (RSI) istituì in quel luogo già attivo nel luglio del 1943 come campo di prigionia il centro di raccolta e internamento ebrei e poi anche politici – e luglio 1944, fase in cui l’assetto del sistema concentrazionario e di transito nell’Italia occupata subì un riassestamento con lo spostamento del baricentro organizzativo tedesco da Fossoli a Bolzano.
Se la storiografia e la memorialistica hanno consentito, in molti casi, di ricostruire con precisione i trasporti in partenza da Fossoli verso i lager e i campi di sterminio del Terzo Reich, meno note e più frammentarie risultano le circostanze e i meccanismi degli arrivi a Fossoli: arresti, trattenimenti preliminari, trasferimenti intermedi, disposizioni delle autorità e catene decisionali che, provincia per provincia, portarono migliaia di persone a essere destinate al campo speciale di Fossoli.
La mappa intende rendere leggibile in modo evidente questa dimensione “in entrata”, spesso invisibile per la dispersione e frammentarietà della documentazione amministrativa e di polizia conservata in archivi differenti.
In molti casi, la documentazione registra ordini di invio, proposte di trasferimento, richieste di presa in carico, nulla osta, comunicazioni tra centro e periferia: atti che testimoniano come, su scala provinciale, si sia costruita una vera e propria rete amministrativa di destinazione verso Fossoli. La mappa permette così di cogliere non solo “da dove” arrivarono gli internati, ma anche quanto fu diffusa, provincia per provincia, la scelta di Fossoli come luogo di concentramento, spesso decisa o validata a livello ministeriale e poi resa operativa dalle articolazioni periferiche dello Stato e della RSI, talvolta in coordinamento con le autorità tedesche.
Il progetto ha permesso la realizzazione di un database, strutturato per provincia, che dà conto di ogni episodio documentabile di traduzione, di destinazione o di arrivo al campo di Fossoli, indicando tra tutte le diverse informazioni–disponibili spesso in modo disomogeneo e disorganico – quelle relative a:
- le date: arresto, detenzione preliminare, partenza, arrivo a Fossoli, eventuali passaggi intermedi;
- la categoria degli internati: in questa fase si tratta solo degli ebrei, degli anglo-maltesi e dei sudditi stranieri;
- il numero degli internati e, quando possibile, le liste nominative;
- l’indicazione del settore di destinazione nel campo, quando ricostruibile (campo vecchio / gestione italiana e campo nuovo / gestione tedesca);
Un aspetto qualificante del progetto è l’attenzione alle strutture di detenzione precedenti al trasferimento a Fossoli. Dove la documentazione lo consente, sono stati identificati e inseriti nel tracciato informativo anche i luoghi in cui le persone vennero trattenute prima della traduzione: carceri, questure, strutture di custodia locali, nonché campi provinciali per ebrei e altri luoghi di concentramento o raccolta temporanea. Questa scelta non è soltanto descrittiva: consente di ricostruire, in prospettiva, una geografia della persecuzione e della repressione che non si esaurisce nel “punto di arrivo” Fossoli, ma comprende l’intera filiera territoriale.
Per ogni provincia è stata predisposta una scheda sintetica, dove sono riassunte la storia delle traduzioni verso Fossoli, le date principali delle traduzioni, la ricostruzione dei luoghi di detenzione preliminare, i passaggi amministrativi rilevabili e le principali incertezze documentarie. In questo modo, la mappa non è soltanto un “atlante di punti” o una visualizzazione statistica, ma uno strumento che integra geografia, tempo e contesto, favorendo letture comparate tra province e ricostruzioni a scala locale.
Come in ogni sintesi su larga scala, è possibile che permangano errori, incongruenze o dati da rivedere: la mappa è costruita per essere migliorata, completata aggiornata non per “chiudere” definitivamente la ricerca. È importante, tuttavia, evidenziare alcuni limiti di questa fase del progetto:
- non sempre è stato possibile reperire le liste nominative dei trasferiti;
- non sempre si è riusciti a ricostruire con certezza gli itinerari completi, né le esatte date di partenza e arrivo, soprattutto quando i trasferimenti furono articolati in tappe intermedie o quando la documentazione riporta solo disposizioni generali;
- come già detto, le traduzioni a Fossoli sono al momento limitate a gli ebrei, agli anglo- maltesi e ai sudditi nemici: resta da completare la ricerca relativa alle traduzioni di politici, antifascisti, e lavoratori coatti; per queste categorie le tracce documentarie sono spesso discontinue, disperse o organizzate secondo logiche amministrative differenti.
Destinazione Fossoli va inteso come un primo quadro organizzato, verificabile e aperto, capace di far emergere la scala capillare della repressione e delle decisioni di invio al campo di Fossoli e trasformare un insieme di dati dispersi in un dispositivo di conoscenza che possa crescere nel tempo, migliorando grazie al confronto e alla collaborazione.