Provincia di Frosinone
Il campo di concentramento di Fraschette di Alatri, in provincia di Frosinone, entrò in funzione il 1º ottobre 1942. Progettato inizialmente per prigionieri di guerra, fu utilizzato prevalentemente per l’internamento di civili stranieri appartenenti a popolazioni in guerra con l’Italia. Nel corso del 1942–1943 il campo accolse internati slavi, greci e, in numero crescente, anglo-maltesi.
In una prima fase vi furono internate circa 780 persone di origine anglo-maltese; entro la fine del 1942 giunsero inoltre circa 2.300 internati dalla Dalmazia. All’inizio del 1943 la popolazione del campo raggiunse circa 5.500 unità, con la presenza di croati, montenegrini, albanesi e tripolini italiani.
Dopo l’8 settembre 1943, la permanenza degli anglo-maltesi a Fraschette divenne critica, poiché il campo si trovava in zona di operazioni militari e l’amministrazione non era più in grado di garantire sicurezza e approvvigionamenti. Per tali ragioni, nel gennaio 1944 le autorità fasciste disposero lo sgombero del campo e il trasferimento degli internati verso il Campo di Fossoli.
Il 28 febbraio 1944 circa 600 anglo-maltesi furono trasferiti da Fraschette a Roma; alle ore 7.10 del 29 febbraio 1944 partì dalla stazione Prenestina un treno diretto a Carpi con a bordo gli internati, come attestato da telegramma ufficiale. Il convoglio giunse a Fossoli il 2 marzo 1944. Un ulteriore contingente di 45 persone fu inviato dalla stazione Termini di Roma a Fossoli il 5 marzo 1944.
Un gruppo di circa 350 anglo-maltesi rimase invece a Roma, ricoverato presso la caserma La Marmora, e, pur previsto, non fu mai trasferito a Fossoli, probabilmente per carenza di mezzi di trasporto.